5 ottobre Jelenia Gora

Questa mattina lascio per qualche ora la tranquillità di Kwieciszowice e mi metto in viaggio verso Jelenia Góra.

È una giornata diversa dalla precedente. Ieri il viaggio mi ha portato soprattutto attraverso piccoli paesi, strade secondarie, case isolate e paesaggi della Bassa Slesia. Oggi torno invece in una città vera e propria.

Il viaggio in treno è già parte della giornata. Dal finestrino scorrono lentamente i paesaggi che sto imparando a riconoscere: boschi, campi, piccoli centri abitati. È una Bassa Slesia lontana dalle immagini delle guide turistiche, ma forse proprio per questo più interessante.

Arrivo a Jelenia Góra con la curiosità di chi non sa esattamente cosa aspettarsi.

La città mi accoglie senza grandi effetti speciali.
Ed è forse questa la prima cosa che mi piace.
Non c’è quella sensazione di essere arrivato in una città costruita esclusivamente per il turismo. C’è invece una città che vive la propria giornata: persone che camminano, negozi, bar, automobili, studenti, anziani.

Mi dirigo verso il centro storico e, poco dopo, arrivo al Rynek.

La piazza mi sorprende per le sue proporzioni e soprattutto per le case colorate che la circondano. I portici formano una specie di quinta continua e invitano a camminare senza una meta precisa.
È uno di quei luoghi nei quali viene naturale rallentare.

Guardo le facciate, osservo le persone sedute ai tavolini, fotografo qualche dettaglio. Poi mi fermo semplicemente a guardare.

Forse è questa la parte più piacevole del viaggio: quando smetti di cercare qualcosa e cominci semplicemente a stare in un posto.

Al centro del Rynek c’è il Municipio.
Ma più che il singolo edificio, quello che mi interessa è l’impressione d’insieme.

Guardando la piazza faccio fatica a non pensare a quante persone siano passate da qui nel corso dei secoli. Mercanti, artigiani, abitanti della città, soldati, viaggiatori.

Jelenia Góra un tempo si chiamava Hirschberg ed era una città tedesca. Oggi è polacca.

Proseguo la passeggiata e raggiungo la Basilica di San Erasmo e San Pancrazio.

Entro.
Dopo il movimento della città, l’atmosfera cambia immediatamente. Il rumore della strada rimane fuori e l’interno della chiesa invita a fermarsi.

Non mi limito a guardare l’insieme. Mi soffermo sui particolari: gli altari, le decorazioni, le immagini, le proporzioni dello spazio.

Continuando a camminare incontro la Torre del Grodzka.

Èuna testimonianza più discreta della città medievale, quella delle mura e delle fortificazioni.
Mi fermo a guardarla e provo a immaginare Jelenia Góra quando era molto più piccola, racchiusa dentro le sue mura.

Dopo aver camminato abbastanza, torno verso la piazza.
Mi concedo una pausa.
Mi siedo e guardo.
Non faccio niente di particolare e proprio per questo mi sembra un momento importante della giornata.

Quando arriva il momento di tornare verso la stazione ho la sensazione di aver visto abbastanza, ma non tutto.
Ed è una sensazione che mi piace.

La città mi è sembrata ordinata, tranquilla, piacevole da attraversare a piedi.

Domani ci sarà un altro paese, un’altra strada, forse un’altra storia.

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